L’azione espansa (Gina Pane - Silvia Giambrone)

30 Ottobre - 18 Dicembre 2016
Panoramica

La galleria CreArte Studio presenta Gina Pane - Silvia Giambrone. L'azione espansa, a cura di Carlo Sala, che mette in dialogo i lavori di Gina Pane, una delle più importanti performer del Novecento, con l'opera di Silvia Giambrone, artista emergente internazionale recentemente selezionata da Cristiana Collu della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per il Premio Level 0.

La mostra è una riflessione attorno ai temi del corpo nell'arte e nella società, della femminilità, dei rapporti familiari, delle forme sociali di controllo e di sviluppo della soggettività – già emersi con vigore all'interno delle pratiche artistiche degli anni Settanta, e che oggi possono assumere nuovi significati ed essere trattati attraverso rinnovate modalità espressive. Proprio le fotografie tratte da alcune delle più importanti performance di Gina Pane vengono accostate alle recenti installazioni di Silvia Giambrone così da destare un gioco di rimandi, assonanze e dialoghi.

 

Di Gina Pane sono esposti alcuni dei più celebri lavori della stagione della body art come Action Je (1972), Transfert (1973) e Action mélanconique (1974) e la celebre Azione sentimentale (1973). Il dialogo tematico e mediale, che si innesca tra le due autrici, parte però da un differente uso del corpo: se per Gina Pane esso è il veicolo principale della sua espressione, tanto da originare curatissime azioni di carattere simbolico ed emotivo, per Silvia Giambrone non sempre il corpo è messo in scena direttamente per cui il concetto stesso di "azione" si espande verso forme oggettuali che ne evocano lo svolgimento, ne sono una diretta derivazione o ricoprono un valore complementare per sviluppare una specifica riflessione.

Viene esposta una ricca selezione di opere di quest’ultima che partono dalla sua performance Teatro anatomico (2012), dove l'artista si cuce direttamente sulla pelle un colletto ricamato, elemento per lei carico di ambiguità in quanto simbolo di un antico sapere artigianale, ma anche di un’adesione inconsapevole della donna ad una cultura di genere. Il video di questa performance entra così in dialogo con due dei più celebri lavori di Gina Pane: Action mélanconique e Azione sentimentale. In entrambi la Pane usa il suo corpo come veicolo espressivo, compiendo delle azioni in cui esso viene sottoposto al dolore. Nella sentimentale si parla della condizione della donna, del suo rapporto con la madre, degli stereotipi affettivi in cui talvolta si è intrappolati. Le immagini di grande pathos emotivo mostrano Gina Pane conficcarsi delle spine di rosa nel braccio e provocarsi dei tagli; il suo corpo diviene così vera materia creativa "aperta" verso gli altri. 

Altre opere delle due autrici ruotano invece attorno al tema della dimensione privata: in Action Je la Pane è posta fuori dalla finestra di un appartamento e funge da veicolo per trasmettere al pubblico nella piazza sottostante le sensazioni, le emozioni e gli accadimenti della famiglia che sta osservando. Una riflessione sul privato pervade anche le opere Eroina (2012), Collars (2012) e Senza titolo - Wallpaper (2016) della Giambrone, dove il luogo domestico è visto come uno spazio in cui si forma la soggettività del singolo, ma anche dove quest’ultima può essere limitata. L’assunto appare evidente anche nell'installazione fotografica Vertigo (2015), dove una serie di oggetti di uso quotidiano, posti tra loro in dialogo, evocano sottilmente i conflitti personali.

 

La relazione che si crea tra le opere delle due autrici proviene dall’indagine sul tema centrale del corpo, inteso sia come medium espressivo che come soggetto capace di formulare delle riflessioni sul rapporto tra individuo e società

Opere
Foto dell’allestimento