César Meneghetti Italia / Brasile, 1964

K_LAB

K_LAB è un lavoro processuale e relazionale creato da César Meneghetti composto inizialmente per una serie di 8 opere principali (video, fotografia, installazione e documentazione). K_Lab racconta, documenta e analizza il lavoro della popolazione prevalentemente femminile nella lotta alla desertificazione e nella lotta per l'acqua nella  Keita Valley, la regione situata tra il Sahel e l'Africa Centrale.

Questo progetto è stato presentato per la prima volta a Roma nel 2008, presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea - MlAC (a cura di Simonetta Lux e Domenico Scudero) e nel 2009 nell'ambito del Bellaria film festival in Italia.

BACKGROUND DEL PROGETTO K

Dal 1983 al 2008 la comunità internazionale (FAO, WFP) - ed in particolare l'Agenzia Italiana per la Cooperazione - insieme al Governo del Niger hanno avviato un programma per lo Sviluppo Rurale del Keita. La Keita Valley in Niger era in piena crisi, colpita da desertificazione, deforestazione, collasso agricolo, aumento della popolazione e esodo rurale maschile. Nel 1984 una catastrofica siccità devastò l'intera area e i suoi 100.000 abitanti. Ma la rinascita di Keita è dovuta soprattutto alla straordinaria attività dei suoi abitanti, la maggior parte dei quali donne, come si può vedere nell'opera in K 05_still femmes. Grazie alla piantumazione di quasi 30 milioni di nuovi alberi è stato arrestato l'avanzamento del deserto ed è stato possibile ricostruire la vita economica dell'intera area, un paesaggio lunare roccioso afflitto da difficoltà di accesso e carenza d'acqua, come si vede dal trittico K_06.

Musica, voce e testi del brano rap “Ma Rage” sono opera della rapper ZM (Zara Moussa) originaria dell'Africa occidentale, riarrangiati e mixati dal DJ Matthew Mountford.

In diverse missioni da giugno a novembre 2007 l'artista César Meneghetti ha raccolto testimonianze, pensieri, emozioni e riflessioni delle persone sull'amore, la vita e la morte: in breve, i loro concetti fondamentali di esistenza. Questa è stata la base per la creazione di “Keita Laboratory”, e poi K_lab, un progetto artistico e interattivo multidisciplinare che ha funzionato come un osservatorio, contenitore di idee, di culture e concetti. Inoltre, è servito da elemento di “collisione” tra il concetto e la realtà dell'asprezza morfologica del paesaggio, come pure per rappresentare la durezza del lavoro della popolazione locale. Ritratti, dettagli, testimonianze e paesaggi rappresentano e rivelano assieme il senso profondo del “luogo".