César Meneghetti Italia / Brasile, 1964

BELOVED ONES

Il titolo del progetto, traducibile in italiano come miei cari o miei amatissimi, è una sorta di dichiarazione d'amore e tributo agli antenati che l'artista non ha mai conosciuto, ma che in qualche modo hanno contribuito alla sua esistenza e al suo errare per il mondo con macchina fotografica in mano alla ricerca della sua identità e memoria.

Esso raccoglie un corpus di opere che comprende video, fotografie, oggetti e installazioni che sono la prosecuzione di un progetto di ricerca che dura da cinque anni e ha toccato i paesi (Italia, Slovacchia, Austria, Ungheria) attraversati dai familiari di Meneghetti nel viaggio lungo l'Europa che li ha portati in Sudamerica; lavori cha affrontano i concetti di appartenenza e di patria ed al tempo stesso li negano a favore di quello di umanità.

Le migrazioni sono un fenomeno che fin dagli albori della storia ha segnato il destino dell'uomo alla ricerca di condizioni di vita migliori, per questo nel progetto le vicende specifiche della famiglia dell'artista si intrecciano e rispecchiano con quelle di altre persone che hanno vissuto delle analoghe esperienze mettendo in gioco le loro esistenze. L'indagine dell'autore crea così un rapporto dialogico tra passato e presente, ben riassunto nella sua domanda aperta: “Si potrebbe parlare di un database collettivo dell'influenza storica di schemi del passato nel presente?”.

Nel suo complesso BELOVED ONES è un lavoro multidisciplinare (in quattro capitoli) che indaga i limiti e i confini geografici, umani ed esistenziali. Il progetto si propone di investigare l'alterità attraverso una nuova visione della propria identità, non limitandosi così ad essere esclusivamente una ricerca artistica, ma proponendosi come momento di riflessione e auto-riflessione.